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INGEGNERIA
NATURALISTICA
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| Premessa | Lo
sviluppo della "società moderna" ha portato nel corso dei
secoli a profonde modificazioni ambientali che negli ultimi decenni si sono
tradotte in una drastica riduzione degli spazi naturali (quali boschi di
pianura, zone umide, anse fluviali, etc..) per il progredire di aree agricole,
industriali ed urbane. Il crescente degrado ambientale, visto come riduzione di ambienti naturali che assolvono a funzioni ecologiche ben precise, conduce ad una crisi dell'intero sistema ecologico nel quale l'uomo stesso vive. È in questo quadro che si è sviluppata una nuova filosofia d'azione che tende a recuperare ambienti naturali rari o degradati e a ricrearne di nuovi. Tale filosofia è la rinaturalizzazione. Il concetto di rinaturalizzazione indica un approccio più moderno nella gestione territoriale, in particolare nella fase progettuale degli interventi oltre agli aspetti sociali economici e tecnici devono essere presi in considerazione anche quelli ambientali. Rinaturalizzazione da una parte significa accelerare quei processi naturali di recupero di aree degradate altrimenti troppo lenti, e dall'altra ottenere un equilibrio naturale più stabile. Le tecniche di intervento sono molteplici e diverse tra loro, ma spesso sono riconducibili a quelle dell'INGEGNERIA NATURALISTICA. |
| Che
cos'è l'ingegneria naturalistica? |
L'ingegneria
naturalistica è una disciplina tecnico scientifica che studia le
modalità di utilizzo, come materiali da costruzione di piante viventi,
parti di piante o addirittura intere biocenosi vegetali, in associazione
con materiali non viventi quali pietrame, terra, legname, acciaio, etc.. Il nome di questa disciplina è composto da INGEGNERIA perché si utilizzano dati tecnici e scientifici per fini costruttivi e di consolidamento ed antierosivi, e NATURALISTICA in quanto tali funzioni sono legate all'utilizzo di organi viventi quali piante di specie autoctone con finalità di ricostruzione di ecosistemi tendenti al naturale ed all'aumento della biodiversità. |
| Perché le piante? |
L'utilizzo
delle piante vive per il consolidamento di versanti o sponde da processi
erosivi e da altre forme di dissesto è il punto forte dell'ingegneria
naturalistica perché esse sono capaci di ricostruire ambienti prossimi
alla naturalità. L'impiego del cemento in tutte le opere ingegneristiche
applicate alla modifica dell'assetto idrogeologico e alla difesa del suolo
affronta solo l'aspetto tecnico del problema e risulta poco elastico e soggetto
a degrado in tempi più o meno rapidi. Obiettivo principale dell'ingegneria naturalistica è la ricostruzione di una copertura vegetale che, attuata in tempi brevi, possa ridurre l'erosione superficiale, limitare il trasporto solido, rallentare i tempi di corrivazione delle precipitazioni nel bacino ed assolvere compiti di prosciugamento in caso di ristagno idrico che può rappresentare elemento di instabilità di un versante. |
| Proprietà biotecniche delle piante |
Le proprietà
biotecniche delle piante sono le seguenti:
Proprietà biologiche:
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| Piante "locali" | Le piante che dovrebbero essere usate di preferenza nei progetti di ingegneria naturalistica sono le piante locali perché garantiscono l'idoneità alle condizioni geo-pedologiche e fitoclimatiche del luogo in cui si interviene. |
| Finalità dell'ingegneria naturalistica |
Le finalità dell'ingegneria naturalistica sono:
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| Ambiti
d'azione nell'ingegneria naturalistica |
Le diverse tecniche dell'ingegneria naturalistica possono essere utilizzate in diversi ambienti:
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